Mi fermo in un bar di una stazione di servizio per una ciambella, un gelato e un po’ di rifornimenti prima di rimettermi in viaggio. Attacco bottone con un ragazzo che lavora lì e scopro che è emigrato dalla Slovacchia in Australia nel 1998 – quindi quando era ancora un ragazzino! Qui si trova bene, anche se poi comincia a parlare di politica… Un argomento che eviteremo volentieri in questo blog.
Continuo a notare quanto poco viaggino gli australiani! Non solo sulle lunghe distanze, ma perfino gli spostamenti brevi sembrano per loro vere e proprie spedizioni. Quando chiedo indicazioni per una città o un paese nei dintorni, spesso mi sento rispondere che non ci vanno da ANNI – e stiamo parlando di appena una quarantina di chilometri! È una mentalità completamente diversa rispetto al nord della Norvegia, dove noi di Mørsvikbotn conosciamo a memoria le strade per Bodø, Narvik e le Lofoten – non solo l’autostrada E6, ma anche tutte le scorciatoie tortuose via mare.
Il tempo vola, e noto che il povero ragazzo dietro il bancone inizia ad agitarsi: ha fatto una pausa troppo lunga chiacchierando con me. Salto in sella e pedalo via nell’oscurità. Regna un silenzio assoluto, quasi nessuna auto in giro, e poi – BAM! – dopo appena 10 km, la gomma posteriore si sgonfia all’improvviso. Tipico! Non c’è altro da fare se non fermarsi e mettersi a ripararla. Non ho più sigillante per i tubeless, quindi opto per montare una camera d’aria. Per fortuna, tutto fila liscio.
Un consiglio sincero per chi viaggia in Australia: Hai intenzione di attraversare il deserto australiano? Compra una SIM Telstra! Ma attenzione: non basta una qualsiasi scheda che dice di avere “copertura Telstra” – ti serve la Telstra vera! Marchi come Telsim, Boost Mobile, Woolworths Mobile e ALDImobile si vantano di usare la “rete Telstra”, ma in realtà accedono solo a una parte limitata del segnale. Gli altri operatori? Una copertura così scarsa che viene quasi da ridere.
Penong – Più di una Semplice Tappa
Prima tappa: Penong, una cinquantina di chilometri più avanti. Questo minuscolo centro è in realtà sede del famoso “museo dei mulini a vento” australiano – una collezione di oltre 20 pompe eoliche storiche che si stagliano verso il cielo! Mi concedo un caffè, un gelato e una ciambella, e non stupisco certo nessuno se dico che sono appena le otto… ma il caldo è già infernale.
Vedo posti di blocco della polizia ovunque. Controlli di velocità? Alcoltest? È sabato mattina, quindi magari c’è qualche problema locale con automobilisti un po’ troppo festaioli?
Continuo a pedalare con un po’ di vento favorevole – una meraviglia! – ma il caldo non dà tregua. Mi fermo a ogni stazione di servizio, ma sono così incredibilmente distanti tra loro che sono costretto a portarmi taniche d’acqua nello zaino. L’acqua nello zaino rimane più o meno bevibile, ma quella nelle borracce sulla bici? Diventa talmente bollente che mi scotta la bocca ogni volta che provo a berla!
La prossima volta mi porterò una borraccia in acciaio o in titanio – un investimento intelligente quando il termometro segna 38 gradi e non c’è neanche l’ombra di un albero!
Nullarbor – Dove gli Alberi Hanno Detto Addio
Ho deciso di arrivare fino a Nullarbor oggi. Non è solo una semplice tappa – è la porta d’accesso alla più vasta pianura carsica del mondo! “Null-arbor” significa letteralmente “nessun albero” in latino, e quando ti trovi davanti a questo paesaggio infinito, capisci subito perché. I ciclisti più appassionati di tutto il mondo sognano di attraversare questo tratto leggendario!
Circa 100 chilometri prima dell’arrivo, trovo un piccolo posto con una stazione di servizio e – ALLELUIA! – finalmente c’è campo. Chiamo subito e prenoto un motel, ma mi danno istruzioni molto chiare: “Dopo le 20:00 non c’è più nessuno, quindi devi arrivare prima!” Guardo l’orologio, faccio due calcoli sulla mia velocità… e mi butto. Ce la farò in tempo?
Per un soffio! Arrivo verso le 18:30, esausto ma soddisfatto, e riesco a procurarmi qualcosa da mangiare e da bere. Al motel, trovo ovunque cartelli di avvertimento sui serpenti velenosi, con istruzioni dettagliate su cosa fare in caso di incontro e promemoria per scuotere le scarpe prima di infilarle. Solo un altro giorno qualunque in Australia!






Eucla e un Incontro Incredibile
Mi alzo presto la mattina successiva! L’obiettivo è raggiungere Eucla, oltre il confine con l’Australia Occidentale. I primi 50 chilometri scorrono via che è un piacere, ma poi – BAM! – il vento contrario si abbatte su di me come un muro. È così violento che, nonostante tutti i miei sforzi, non riesco a superare i 14 km/h. A questo ritmo, non ci arriverò nemmeno per il giorno del giudizio! Mancano ancora 130 chilometri, e ogni centimetro in sella è una battaglia. È talmente dura che mi ritrovo a imprecare in tre lingue diverse.

Per fortuna il vento comincia a placarsi dopo qualche miglio. Al confine mi fermo, mi gusto un gelato e bevo acqua come se fosse l’ultima della mia vita. C’è un posto di frontiera proprio lì – e manca solo un miglio al motel!

Una curiosità affascinante su Eucla: questo minuscolo villaggio ha un proprio fuso orario – l’Australian Central Western Standard Time (UTC+8:45). Si tratta di un insolito scarto di 45 minuti utilizzato da appena qualche centinaio di persone, che ha fatto letteralmente impazzire il mio orologio, saltando a un’ora che non avevo mai visto prima!
Al posto di frontiera succede la cosa più incredibile di tutto il viaggio: una giovane donna controlla il mio bagaglio, vede la bandiera norvegese e – sul serio – comincia a parlarmi in NORVEGESE! Con tanto di accento di Oslo!
«Sei norvegese?» mi chiede in un perfetto accento di Oslo.
«Sì! TU sei norvegese?» rispondo, completamente sorpreso.
Iniziamo a chiacchierare e mi racconta che ha vissuto ad Arendal per un po’.
«In realtà ho vissuto anch’io ad Arendal,» dico. «A Tromøya! Lavoravo all’Agderposten, poi ci siamo trasferiti al nord nel 2016.»
Mi guarda con gli occhi spalancati e mi chiede: «Hai vissuto nell’ultima casa a Ugelsmyra?»
«Sì,» rispondo sbalordito, «Skareveien 303!»
Sorride a pieno e dice: «Io e il mio ragazzo abbiamo comprato la tua casa nel 2016!»
Resto quasi senza parole! Immagina di incontrare la persona che ha comprato CASA MIA – a un posto di blocco in mezzo al nulla australiano! Il mondo non è solo piccolo, è MICROSCOPICO! Le chiedo se possiamo scattare una foto insieme, e lei accetta volentieri. Questo va assolutamente documentato, altrimenti nessuno mi crederà!

Con la testa ancora piena per l’incredibile coincidenza, riprendo a pedalare fino al motel. Lì ordino una bistecca talmente grande che straborda dal piatto, e passo la serata a chiacchierare con un tizio di Perth che sta guidando la sua moto usata appena comprata ad Adelaide. Ci scambiamo storie di viaggio fino a tarda notte.
A proposito, Eucla non è solo un posto di confine – è anche famosa per le misteriose “ninfe di Eucla”, gli unici scarafaggi bianchi al mondo che vivono tra le dune di sabbia vicino alla spiaggia! Ma dopo le esperienze di oggi, perfino degli scarafaggi bianchi sembrano quasi banali…
Alla fine di questa lunga giornata piena di avventure, scopro con orrore che il mio caricabatterie è sparito – l’ho dimenticato al motel di Nullarbor! Tra l’euforia per l’incontro incredibile e la bistecca da sogno, ecco che arriva il panico: la mia ancora digitale di salvezza ha le ore contate, e l’adattatore è a ore di pedalata di distanza, in un motel dove nessuno sa chi sono. Come farò a documentare il resto del mio viaggio senza poter ricaricare il telefono? Classico: certe cose succedono sempre nel mezzo del nulla!
Le avventure continuano, e domani mi aspettano nuove sfide in questo folle viaggio in bici attraverso l’Australia!